
ddl ammazza blog
La Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia, respinge a sorpresa gli emendamenti che salvavano i blog dal bavaglio (provenienti da PD e PDL). Con una semplice parola “Inammissibili” gli dà l’ultimo colpo di mano e li butta al secchio. Ed insieme a loro anche le parole del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che tanto si era speso per la causa salva blog, forse alla fine il diritto umano fondamentale, come lo aveva chiamato lui, tanto fondamentale non era.
Mentre da una parte la stampa segna una piccola vittoria, con gli emendamenti approvati qualche giorno fa al Senato, dall’altra i blog, i siti di informazione on line e più in generale la rete, si vedono inasprire la sorte con quall’articoletto del ddl Alfano che li obbliga alla rettifica entro 48 ore, pena una multa di 12.000 Euro.
Facile prevedere gli esiti, quanti saranno i blogger che decideranno di rischiare multe così salate per mantenere intatta la loro funzione di “informatori indipendenti”? Calcolando che in Italia il giovane medio ha un lavoro precario e di solito non arriva a fine mese?
Ma la rete non si ferma anzi si mobilita, attraverso blog e Facebook, gli utenti attivi stanno decidendo come protestare e far sentire il proprio dissenso. E c’è chi come Guido Scorza, Presidente dell’Istituto per le politiche dell’Innovazione, Vittorio Zambardino, Scene Digitali e Alessandro Giglioli, giornalista e blogger dell’Espresso, per citarne alcuni, hanno deciso di scrivere direttamente a Fini, alla Bongiorno e a tutti i Deputati, una lettera aperta con la quale definiscono” illogica e liberticida l’estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa…minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.” (lettera aperta a Fini e Bongiorno
Non dimentichiamoci che l’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, sancisce che“Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere“, e che dopo la Costituzione, il Governo proverà a mettere le mani anche sulla Dichiarazione Universale, perchè così vuole il Popolo!